• Nicotera, 8 giugno, alle dieci di sera da «Lettere dalla Calabria» di Astolphe de Custine
    Feb 20 2026
    Lo stesso giorno, alle dieci di sera

    Ho visto Parghelia. Parghelia è un luogo unico in Calabria per la pulizia delle strade, delle case e degli abitanti.

    Luoghi narranti narrati e citati: Nicotera - Parghelia - Monteleone (oggi Vibo Valentia) - Palinuro - Tropea - Isole Eolie - Stromboli

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    La Calabria del 1812 è una terra sospesa tra crudeltà e miseria, ira incanto e paura, dove gli uomini rifiutano le “illusorie consolazioni del progresso”, felici di riconoscere e di vivere solo la natura. Astolphe marchese de Custine traccia nelle sue lettere un affresco della regione, filtrato dalla sua formazione romantica, e dipinge il “vero”. E il vero, nella Calabria di quel tempo, erano le incredibili difficoltà del viaggio, la mancanza dei muli, l’assenza di strade carrozzabili.

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  • Nicotera, 8 giugno da «Lettere dalla Calabria» di Astolphe de Custine
    Feb 20 2026
    Alle cinque del pomeriggio, in aperta campagna, sotto un albero.

    Alle tre e trenta di ieri siamo giunti nella piccola e graziosa città di Tropea.
    Questo paese mi rapisce: realizza tutto ciò che avevo immaginato a proposito dei luoghi e del cielo del Mezzogiorno.
    Ho visto intere montagne ricoperte di aloe ed enormi fichi d'India, i cui cladodi spinosi, attaccati bizzarramente uno all'altro, formano lungo le strade come delle muraglie irte di formidabili dardi.

    Luoghi narranti narrati e citati: Nicotera - Reggio (Calabria) - Tropea - Rodi (Grecia) - San Giovanni d’Acri (Israele) - Piana di Gioia (Tauro) - Sicilia - Messina - Isole Eolie - Etna - Palmi - Seminara - Parghelia

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    La Calabria del 1812 è una terra sospesa tra crudeltà e miseria, ira incanto e paura, dove gli uomini rifiutano le “illusorie consolazioni del progresso”, felici di riconoscere e di vivere solo la natura. Astolphe marchese de Custine traccia nelle sue lettere un affresco della regione, filtrato dalla sua formazione romantica, e dipinge il “vero”. E il vero, nella Calabria di quel tempo, erano le incredibili difficoltà del viaggio, la mancanza dei muli, l’assenza di strade carrozzabili.

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  • Mileto, 6 giugno da «Lettere dalla Calabria» di Astolphe de Custine
    Feb 20 2026
    Sono circondato da rovine cadute su altre rovine.
    L'antica Mileto è sepolta sotto le macerie di un nuovo villaggio dallo stesso nome.
    Qui si apprende come si formano i deserti: templi e palazzi sono scomparsi senza lasciare dietro di loro una sola pietra per poter dire: e là che déi e re furono onorati.
    Ventinove anni fa il famoso terremoto distrusse Mileto e oggi non si vede più traccia di abitazioni! Il nuovo villaggio è stato riedificato nella pianura, a mezza lega dal vecchio, dove non è rimasto che un pezzo di muro vicino a una tomba.
    Questa tomba è quella di Ruggero, di avventurosa memoria, eroe normanno, figlio di Tancredi e primo re delle Due Sicilie.

    Luoghi narranti narrati e citati: Mileto - Aspromonte - Etna - Stretto di Messina

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    La Calabria del 1812 è una terra sospesa tra crudeltà e miseria, ira incanto e paura, dove gli uomini rifiutano le “illusorie consolazioni del progresso”, felici di riconoscere e di vivere solo la natura. Astolphe marchese de Custine traccia nelle sue lettere un affresco della regione, filtrato dalla sua formazione romantica, e dipinge il “vero”. E il vero, nella Calabria di quel tempo, erano le incredibili difficoltà del viaggio, la mancanza dei muli, l’assenza di strade carrozzabili.

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  • Risalgo le strade di Orgosolo da «Tutto il miele è finito» viaggio in Sardegna di Carlo Levi
    Feb 20 2026
    Risalgo le strade di Orgosolo, con i miei amici, Il nuorese, lo studente, l'artigiano e il pastore, che mi accompagnano alla casa del muratore morto.
    Lasciata la strada principale, dalla parte di Mamoiada, per vicoli e scalinate, ci troviamo in alto, in un terreno vago e selvatico, sparso di casupole semi costruite, con solo pianterreno, che, nel grigio di ferro della giornata tempestosa, fra le pozze d'acqua gelata, gli erti sentieri scivolosi, le zone incerte di terra nuda le chiazze d'erba bruciata dal gelo, sembrano piuttosto ruderi e rovine di un paese distrutto.

    Luoghi narranti narrati e citati: Orgosolo - Mamoiada - Nuoro - Locoe

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    L'ultimo reportage di viaggio scritto da Carlo Levi è dedicato al suo incontro con la Sardegna che visita due volte, a 10 anni di distanza, nel maggio del 1952 e nel dicembre del 1962. Le riflessioni che trascrive nel suo diario raccontano una terra con i suoi miti e i suoi archetipi immutabili, una Sardegna di pietre e di pastori, ma anche una terra in cui si avverte il cambiamento della storia, una realtà che non è immobile.

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  • Monteleone, 5 giugno da «Lettere dalla Calabria» di Astolphe de Custine
    Feb 19 2026
    Un ricco proprietario di Daffinà, un villaggio vicino a Monteleone, fu ucciso l'anno scorso dal capo di una banda di briganti che razziava le campagne.
    Poco tempo dopo quest’omicidio si catturò il loro capo e si doveva impiccarlo a Monteleone.
    Due vecchie sorelle del povero defunto, apprendendo che si stava per giustiziare l'assassino del loro fratello, si fecero portare a Monteleone per gioire dello spettacolo dell'esecuzione.
    Dopo aver goduto pienamente di questa triste vendetta, non ancora soddisfatte, vollero ad ogni costo asportare la testa dell'impiccato.
    Dapprima gliela si rifiutò; ma, pregando e corrompendo, ottennero il permesso di mozzare quella testa e di portarsela tutta sanguinante a Daffinà.
    Tornate al loro villaggio con l'orribile trofeo, lo fecero rinchiudere in una gabbia di ferro e fissare sulla balaustra del balcone principale della loro casa.

    Luoghi narranti narrati e citati: Daffinà - Monteleone (odierna Vibo Valentia) - Reggio (Calabria) - Napoli

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  • Monteleone, 4 giugno da «Lettere dalla Calabria» di Astolphe de Custine
    Feb 19 2026
    Durante questo viaggio faticoso e interessante, se mi accade di scoprire qualche nuova pianta, nuova almeno per me, qualche montagna famosa, qualche luogo più sorprendente di altri, mi sento ebro di gioia.
    Poi subentra la tristezza, l’appagamento e cado in un torpore assai dolce.E poi ricomincio.
    Questa sera le fredde nebbie, che da tre giorni mi nascondevano il sole, si sono improvvisamente dissolte e mi hanno permesso di scoprire il mare e il vulcano di Stromboli, sempre fumante, e che somiglia ad un obbedisco in mezzo ad una pianura.

    Luoghi narranti narrati e citati: Vulcano di Stromboli - Etna - Golfo di Sant’Eufemia - Paola - Amantea - Isola di Capri - Monteleone (odierna Vibo Valentia)

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  • Monteleone, 3 giugno da «Lettere dalla Calabria» di Astolphe de Custine
    Feb 19 2026
    Ieri sera, al nostro arrivo qui, non ho trovato le vostre lettere e penso con terrore alle altre sciocchezze che mi toccherà sentire e dire prima di rivedervi.
    Le conversazioni quotidiane con i nostri ospiti mi seccano e mi rimbecilliscono.
    Due volte al giorno facciamo la conoscenza di intendenti, sindaci, comandanti di piazza, gli uni più potenti e più noiosi degli altri.
    Tutte queste persone hanno un protocollo per ricevere gli stranieri: tutti ci dicono le stesse cose e a tutti diamo le stesse risposte.

    Luoghi narranti narrati e citati: Monteleone (odierna Vibo Valentia) - Napoli - Reggio (Calabria) - Catanzaro - Amantea

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  • Come la realtà è molteplice da «Tutto il miele è finito» viaggio in Sardegna di Carlo Levi
    Feb 19 2026
    Come la realtà è molteplice; come, in ogni cosa, in ciascuno di noi, coesistono tempi diversi e lontanissimi!
    E quanto più viva, reale e complessa è una persona, quando in lei questa contemporaneità di condizioni di situazioni diverse, come strati geologici, questa eternità della storia e della preistoria, è presente: e quando gli elementi arcaici non sono relegati o totalmente nascosti in un oscuro subcosciente dove possono parere dimenticati e del tutto inoperanti, ma affiorano alla superficie, e diventano contenuti di poesia, energia vitale, capacità di comprensione universale, fuori della meccanica limitazione degli schemi sociali e psicologici della vita quotidiana!
    Ma nelle terre dove oggi andiamo, questi elementi arcaici non sono soltanto una componente necessaria della persona, che affiora talvolta da un remoto passato, ma il senso stesso dominante della vita di ogni giorno, la qualità di una struttura sociale che permane pressoché immutata dal profondo dei secoli, che nascesse dalla persistenza di un mondo pastorale, i luoghi mai domati da nessuno degli stranieri conquistatori che venivano di là dal mare, nel corso uguale dei tempi, Punici, Romani, Pisani, Spagnoli, Piemontesi; i popoli mai realmente compresi dallo Stato e nello stato moderno, ma sempre più chiusi in esso, circondati, segregati, con il loro codice di vita, di giustizia e di vendetta, con loro inviolabile mestiere di pastori, la comunanza è quasi di identificazione con gli animali e le pietre; la coscienza, nel modo di vita, nella famiglia, nella morale, nel costume, di una comunità originaria: come un tesoro nascosto, una miniera segreta nelle montagne apparentemente intatta.

    Luoghi narranti narrati e citati: Nuoro - Orgosolo - Locoe - Mamoiada - Sopramonte (Supramonte)

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    L'ultimo reportage di viaggio scritto da Carlo Levi è dedicato al suo incontro con la Sardegna che visita due volte, a 10 anni di distanza, nel maggio del 1952 e nel dicembre del 1962. Le riflessioni che trascrive nel suo diario raccontano una terra con i suoi miti e i suoi archetipi immutabili, una Sardegna di pietre e di pastori, ma anche una terra in cui si avverte il cambiamento della storia, una realtà che non è immobile.

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