• Luca Argentero: "Vivo in una bolla di felicità familiare. Bello fare lo str**zo con Ligas dopo Doc"
    Mar 12 2026
    Da super Doc, il dottore più amato d'Italia a cattivissimo Ligas, l'avvocato più scaltro d'Italia. Luca Argentero confessa: "Ho provato un gusto sorprendente a fare lo str**zo spavaldo. Ligas è tutto quello che non ho il coraggio di essere io". Il suo nuovo personaggio (già adorato su Sky e Now) beve troppi gin tonic, si rompe un dente facendo sesso, si fa lasciare dalla moglie, ma ha un fiuto geniale nei casi da penalista. Argentero poteva assomigliargli nella sua Torino di inizio Duemila ("ho provato tutto ma niente di dicibile"), Oggi invece in comune con lui ha solo la pervicacia: laurea in economia e commercio, nessuna accademia ma tanti coach, preparazione continua, centinaia di pose sul set e grandi registi a fargli da scuola, Ozpetek in testa. L'attore torinese 48enne ha una vita super regolare: sana ginnastica mattutina, sana alimentazione, sani orari. "Soprattutto grazie a mia moglie Cristina Marino". Che è con lui nella prima puntata della serie: "Le scene intime vengono meglio se c'è verità". La verità di Argentero è che non teme la vecchiaia ("ma non mi guardo allo specchio"), piuttosto il tempo sprecato. Al tema ha dedicato un libro ("Disdici tutti i miei impegni") e uno spettacolo teatrale presto in scena: "È questa la vita che sognavo da bambino?". Lui di bambini ne ha due, 3 e 6 anni: "Li accompagno io a scuola alla mattina - si illumina -. E la sera la favola della buonanotte è mia. Mi dicono tutti che è un momento, ma che fantastica bolla di felicità!" Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    27 mins
  • Noemi: "La nuova me? Fa tutto la testa, il corpo segue. Poche donne a Sanremo? È il voto popolare"
    Mar 5 2026
    Sono tutti bravi così, sì con il senno di poi". L'incipit del suo ultimo singolo "Bianca" piace moltissimo a Veronica Scopelliti, in arte Noemi, regina pop-rock-soul da 18 dischi di platino e 4 d'oro, 7 album e 8 Sanremo in palmares. Finalmente di quelli bravi che col senno di poi le dicono cosa fare, ha imparato a fregarsene. In studio ci racconta la giovanissima e timidissima artista che ha trovato un posto nel mondo grazie alla musica: "Sono un animale da live" (da luglio parte un nuovo tour di 30 date, gran finale a dicembre e Milano e Roma). Adesso, varcati i quarant'anni, Noemi vuole "ancora di più", altro che "cercare un po' di pace", come canta la sua amica Arisa. Fa la musica che ama senza piegarsi al mercato. Sperimenta conduzioni in radio e tv. È in grande forma, diversa dalla donna di parecchi chili fa: "Nel 2018 ho toccato il fondo, ero quella che non volevo essere, in piena derealizzazione". E da lì è cominciata la rinascita: "L'errore è non guardare, lasciare le cose irrisolte, rassegnarsi. È tutto nella testa, il corpo viene poi. Comunque devi stare bene per fare la dieta, se no sai che rosicata", ride. Schietta anche sulle voci di Sanremo che le sono piaciute ("bello vincere, ma arrivano ultimi o male brani splendidi") e sulla polemica "poche donne": "Non è colpa di Conti ma del voto popolare". E in clima di 8 marzo l'attivista di 'Una nessuna centomila' mette in guardia tutte: "Non fatevi restringere gli spazi vitali". E ammette: "Un figlio sarebbe una cosa bellissima, ma come faccio col tour? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    29 mins
  • Gabriella Genisi: "Da casalinga a giallista per creare la prima commissaria. Uomini? Sesso debole"
    Feb 26 2026
    "Scrivere di donne è un atto politico e io lo faccio". Sarà per questo che Gabriella Genisi, è amatissima dalle lettrici: "Costruisco personaggi contraddittori. Possiamo essere brave e belle, portare la quinta, il tacco 12 ma essere anche grandi professioniste. Amare il lavoro e la cucina". Lei racchiude tutte queste caratteristiche. Per vent'anni ha fatto la mamma, la moglie e la casalinga per scelta nella sua Bari. Poi, nel 2006, leggendo Camilleri, ha deciso che era tempo di creare una commissaria, così è nato il personaggio di Lolita Lobosco, e non si è più fermata. Seguono 11 titoli con la vicequestora protagonista, poi portata sul piccolo schermo da Luisa Ranieri (stanno per girare la quarta serie).Ed è nata anche il maresciallo (vorrebbe chiamarla al femminile ma "la polizia non ha aggiornato la carica, anche se dovrebbe") Chicca Lopez, 20 anni più giovane, omosessuale: è in libreria la sua ultima avventura, "La specchia del diavolo". In studio Genisi riflette sul meccanismo del giallo e la sua capacità di raccontare il presente, ma anche, paradossalmente di rasserenare il lettore. Attentissima alla cronaca dalla quale prende ispirazione, è preoccupata dalla violenza che va crescendo tra i giovani. Quanto a quella sulle donne ha parecchio da dire: "Noi andiamo dritte, i maschi sono spaesati". Intervista di Giulia Santerini Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    27 mins
  • Giorgio Pasotti. "Sono un bergamasco testardo, ma con la figlia sedicenne mi scopro morbidissimo"
    Feb 19 2026
    "Mi ritengo un bravo artigiano, scelgo bene il materiale e ci lavoro". Parola di Giorgio Pasotti, l'attore che voleva fare il medico sportivo, già campione di wushu, esploso per il grosso pubblico con L'ultimo bacio e oggi, una trentina di film dopo, Rosso Volante, Eugenio Monti il campione di bob e fair play che cedette un bullone e l'oro agli inglesi alle Olimpiadi di Innsbruck del '64 e poi si prese quell'oro nel '68 a Grenoble a 40 anni (Rai1, il 23 febbraio in prima serata e poi su RaiPlay). Una storia che Pasotti non poteva non amare moltissimo perché mette insieme il set e lo sport, la correttezza e la cocciutaggine, una sua caratteristica alla quale tiene moltissimo. Ma che non mantiene con la figlia Maria, 16 anni. In studio ci dice anche di lei della paternità, degli amori che durano negli anni e della passione per la velocità e per la scrittura. Il suo ultimo libro Ora gira intorno alla domanda, "E se dovesse finire ora, saresti felice, avresti fatto tutto quello che volevi?". Lui risponde sicuro che sì, lo sarebbe ("ho sempre scelto bene e d'istinto"): nonostante nel cinema "nessuno ti ceda un bullone", nonostante una critica non sempre amica quanto il pubblico ("non mi perdonano le serie da 14 milioni di spettatori”). Pubblico che lo ha premiato spesso in tv e in sala e che ora lo segue appassionatamente a teatro: è in tournée con un suo Otello pop. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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  • Il poeta Franco Arminio: "Ascoltiamo alberi e gatti, abbracciamoci di più. Trump? Un drogato social"
    Feb 12 2026
    Parlate con l'albero solitario d'inverno: è la metafora della condizione umana. Ogni giorno riservate del tempo a guardare negli occhi un cane, un gatto o una mucca: vi dirà cose di voi che non sapete. E non lesinate l'amore e gli abbracci: sono portatori di infinito. In un tempo di guerra mettete dei fiori sul tavolo e sorridete al vostro vicino sul treno. È la filosofia gentile che ci porta in studio Franco Arminio, poeta di Bisaccia, 3400 abitanti, provincia di Avellino, e "paesologo" che ha appena dato alle stampe il suo quarantesimo libro: La grazia della fragilità (Chiarelettere). Maestro elementare fino a 57 anni, Arminio scrive da quando ne ha 15, fortissimamente convinto che devi continuare a "scavare sempre nello stesso punto". Oggi è uno dei nostri letterati più celebri e invitati dalle università ma anche piccole amministrazioni e scuole. Da 15 anni organizza un festival che si chiama La luna e i calanchi, ogni estate ad Aliano, in Basilicata. Dove unisce le sue passioni: poesia e politica. Ultimamente ce l'ha molto con Trump, simbolo di tutto quanto gli è più alieno: violenza, intolleranza e vacuità. Peggio: "Le sue sparate quotidiane - di cui è tossico e dipendente - ci distraggono dalla realtà. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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  • Riccardo Rossi: "Una vita in scena tra paranoie e set, volevo fare il musicista ma adoro far ridere"
    Feb 5 2026
    Decine di film da caratterista e tante trasmissioni di successo in Rai ma anche sulle tv e le piattaforme private. Riccardo Rossi, autore, attore e conduttore in studio è un tornado. Oggi conduce "I vinili di", in seconda serata su RaiUno il sabato sera e on demand su RaiPlay. Ma negli ultimi anni si è fatto notare a teatro con la sua band. Alle spalle moltissimi set con grandi registi e piccole parti conquistate quasi per caso in gag che racconta con una passione una ironia uniche. Autodidatta totale, pentito di aver mancato il conservatorio e l'accademia d'arte drammatica, Riccardo è un moderno cantastorie, i suoi maestri sono i colleghi che ha incontrato in scena, il suo luogo di ispirazione l'autobus e la strada, possibilmente di Roma. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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  • Pegah Moshir Pour: "Vi racconto il massacro in Iran che non si vede. Le minacce? Io sono nel giusto"
    Jan 29 2026
    Pegah Moshir Pour è nata a Teheran. Quando aveva 9 anni i suoi genitori hanno deciso di lasciare l'Iran e il regime degli ayatollah per trasferirsi in Italia, a Potenza, e ricominciare. Vive con la sindrome del sopravvissuto e si dedica a tempo pieno a tenere i contatti con i ribelli in patria. Dopo la rivolta di inizio gennaio assicura: "Continuano repressione e botte, uccisioni anche in ospedale, cadaveri restituiti alle famiglie in cambio di migliaia di euro, 92 milioni di persone imbavagliate, ora senza internet". Il suo attivismo le è costato diverse minacce, anche di morte. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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  • Luigi Manconi: "Vi racconto il mio corpo a corpo con la cecità e certe litigate con Alexa..."
    Jan 22 2026
    "La cecità è un buon allenamento alla vita, è un’esperienza che può essere assimilata a quella di chi ha subito un danno. Psichico o fisico, una crisi depressiva acuta, un dolore non lenibile, una patologia che non si riesce ad affrontare, la rottura di un rapporto che si riteneva eterno". Parola di Luigi Manconi, cieco dopo aver affrontato per 18 anni una malattia degenerativa agli occhi vissuta come una lotta. Fatta di cadute e illusioni, goffaggini e obiettivi sempre nuovi. Il sociologo e scrittore, già sottosegretario alla Giustizia e senatore dem, da sempre in campo per i diritti umani ha deciso di raccontare la sua vicenda personale convinto che possa essere d'aiuto a chi sta perdendo la vista, a chi l'ha già persa o a chi si è fermato e come lui davanti a una diagnosi o a un evento traumatico ha pensato al suicidio. Poi la vita prevale e Manconi lo racconta senza retorica ma con grazia e ironia. Nel suo libro "La scomparsa dei colori" (Garzanti). E in studio con Giulia Santerini, dove arriva, lui ottimo critico musicale, persino a cantare. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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