• Tornare a casa: il Benin di Paola Curto e Martina Canata
    Mar 4 2026

    Ci sono missioni in cui la sfida non è solo operare, ma imparare ad abitare l’attesa.

    In questo episodio finale de Le Amazzoni del Benin entriamo nel cuore pulsante e silenzioso della cura insieme a Paola Curto e Martina Canata, infermiere di Cute Project. Attraverso i loro occhi, la sala operatoria non è un luogo di fredda tecnica, ma uno spazio di responsabilità profonda, relazione e scelte delicate.

    Dallo smarrimento per i materiali bloccati in dogana alla necessità di reinventarsi con ciò che il territorio offre, Paola e Martina raccontano cosa significa confrontarsi con il limite senza mai tradire la dignità del paziente.

    Paola ripercorre il ritorno in Benin dopo anni, la sfida di ritrovare un ospedale cambiato e di trasformare l’imprevisto in un’occasione per ricostruire fiducia e fare squadra. Martina ci accompagna nei silenzi della sala operatoria, dove uno sguardo basta a coordinarsi e la professionalità si fa discreta per costruire ponti di umanità.

    Ne emerge una lezione sottile e potente: capire fin dove spingersi, accettando che a volte fare bene significa sapersi fermare. Perché partire per una missione non è solo portare competenze, ma lasciarsi trasformare. È tornare a casa con uno sguardo diverso sulle cose semplici - un sorriso, un respiro condiviso - e ricordarsi che la cura è un gesto che cambia prima di tutto chi lo compie.

    Dalla sala operatoria di N'Dali alle case a cui si ritorna, questo episodio chiude il viaggio ricordandoci che la cura non è un atto di forza, ma un atto di amore e competenza.

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    29 mins
  • La forza delle donne: dialogo con la deputata Gniré Fatouma Tony Guimba
    Mar 4 2026

    Dopo giorni trascorsi in missione tra le corsie dell' ospedale di N'dali, tra le sale operatorie e il via vai dei corridoi, questo episodio apre una porta diversa: quella della politica e del futuro.

    Incontriamo Gniré Fatouma Tony Guimba, deputata dell’Assemblée Nationale del Benin, una delle figure chiave che oggi lavorano per costruire un Paese più inclusivo e attento alla partecipazione delle donne. È un dialogo che arriva alla fine del nostro viaggio e che ci aiuta a guardare oltre la cura immediata dei corpi, per riflettere sulle condizioni che permettono alle persone e alle comunità di vivere meglio.

    In questa puntata affrontiamo il tema della leadership femminile e il ruolo delle donne come vero motore pulsante dello sviluppo in Africa occidentale, approfondendo le strategie necessarie per garantire il successo dell'educazione delle ragazze. Esploriamo insieme gli ostacoli culturali ancora radicati e le riforme indispensabili per generare un cambiamento reale che trasformi concretamente la vita delle persone.

    La cura per Cute, non si ferma al gesto clinico, ma nasce dall'incontro tra relazioni, contesto e visione strategica. Le parole della deputata ci ricordano infine una verità semplice quanto potente: la salute di una società passa inevitabilmente dalla libertà e dalla forza delle sue donne.

    Un episodio che allarga lo sguardo e ci accompagna verso la conclusione di questo viaggio in Benin

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    13 mins
  • Samanta Marocco: restituire con le mani, restituire con il cuore
    Mar 3 2026

    C’è chi in sala operatoria lavora in silenzio, con precisione, ritmo e sangue freddo. E poi c’è chi, quello stesso lavoro, lo porta a migliaia di chilometri da casa - dove gli strumenti non sono sempre quelli giusti, dove una moto può essere parcheggiata dentro una sala operatoria, dove bisogna reinventare ogni gesto.

    In questa puntata delle Amazzoni del Benin incontriamo Samantha, infermiera strumentista, alla sua sesta missione in Benin (e con altre esperienze in Uganda e Congo). Una professionista che parla di “restituzione” come parola chiave, e che racconta cosa significa costruire una sala operatoria partendo quasi da zero, affidandosi all’ingegno, alla fiducia e al lavoro di squadra.

    Con lei parliamo di formazione, continuità e di quel momento speciale in cui ti accorgi che ciò che hai insegnato negli anni è rimasto nelle mani di chi è lì ogni giorno. Parliamo di bambini che corrono incontro come se stessi tornando a casa. Di una bambina ustionata che sorride anche quando deve aspettare ancora per essere operata. Di missioni difficili che ti obbligano a superare limiti tecnici ed emotivi.

    E soprattutto parliamo di una cosa semplice e potentissima: tornare all’essenza della propria professione. Perché - come dice Samantha - a volte non è la missione ad avere bisogno di noi. Siamo noi ad avere bisogno di lei.

    Una puntata che racconta la forza gentile di chi cura con le mani, ma anche con lo sguardo.

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    20 mins
  • La mano che si riapre: Fatuma e le nuove Amazzoni di Sabuyò
    Mar 3 2026

    Il viaggio di Cute Project ci porta tra i corridoi silenziosi di un ospedale e le stanze piene di vita dell’orfanotrofio Sabouyo.

    L’incontro è con Fatuma Momuni, direttrice di Sabouyo e madre di tanti bambini. Tra loro c’è anche sua figlia, la piccola Zaniat, quattro anni, arrivata in missione con una mano chiusa da una grave ustione. Un gesto semplice - afferrare, salutare, giocare - era diventato impossibile. L’intervento chirurgico non è solo un’operazione: è il ritorno alla libertà di muoversi, studiare, crescere.

    Attraverso la voce di Fatuma entriamo a Sabouyo, nato nel 2012 da una domanda tanto semplice quanto radicale: “Chi si prende cura di chi non arriva nemmeno a scuola?”. Da quella domanda è nato un luogo che è casa, protezione e futuro per i bambini più vulnerabili del Benin.

    Fatuma racconta la ferita più profonda che vede ogni giorno: non quella sulla pelle, ma l’assenza di calore umano. E racconta le donne che, dentro l’orfanotrofio, tengono in piedi tutto: infermiere, educatrici, assistenti sociali. Le nuove Amazzoni del Benin. Non guerriere armate, ma custodi della vita.

    Dalla sala operatoria alle stanze di Sabouyo, il filo conduttore è lo stesso: la cura come atto di ribellione contro l’indifferenza.

    Ascolta la storia di Fatuma e scopri come una mano che si riapre può diventare il simbolo di un futuro che torna ad allargarsi.

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    11 mins