Samanta Marocco: restituire con le mani, restituire con il cuore
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C’è chi in sala operatoria lavora in silenzio, con precisione, ritmo e sangue freddo. E poi c’è chi, quello stesso lavoro, lo porta a migliaia di chilometri da casa - dove gli strumenti non sono sempre quelli giusti, dove una moto può essere parcheggiata dentro una sala operatoria, dove bisogna reinventare ogni gesto.
In questa puntata delle Amazzoni del Benin incontriamo Samantha, infermiera strumentista, alla sua sesta missione in Benin (e con altre esperienze in Uganda e Congo). Una professionista che parla di “restituzione” come parola chiave, e che racconta cosa significa costruire una sala operatoria partendo quasi da zero, affidandosi all’ingegno, alla fiducia e al lavoro di squadra.
Con lei parliamo di formazione, continuità e di quel momento speciale in cui ti accorgi che ciò che hai insegnato negli anni è rimasto nelle mani di chi è lì ogni giorno. Parliamo di bambini che corrono incontro come se stessi tornando a casa. Di una bambina ustionata che sorride anche quando deve aspettare ancora per essere operata. Di missioni difficili che ti obbligano a superare limiti tecnici ed emotivi.
E soprattutto parliamo di una cosa semplice e potentissima: tornare all’essenza della propria professione. Perché - come dice Samantha - a volte non è la missione ad avere bisogno di noi. Siamo noi ad avere bisogno di lei.
Una puntata che racconta la forza gentile di chi cura con le mani, ma anche con lo sguardo.