Episodes

  • 94- La Centrale: la manovra segreta che porta all’Opa su Bastogi
    Jan 11 2026

    Episodio 4. In questo episodio, seguiamo una manovra laterale che spiega come si arriva all’Opa su Bastogi senza attaccarla frontalmente. Il punto di partenza è La Centrale, una holding nata dall’universo elettrico e “riciclata” dopo la nazionalizzazione del 1963: l’indennizzo Enel diventa liquidità, leva, ambizione. Dentro il suo portafoglio entrano decine di partecipazioni industriali e finanziarie, fino a quote in Pirelli e perfino un legame, piccolo ma simbolico, con Bastogi.Ma il vero motore è la geometria degli incroci: Invest, Generalfin, Gim e un sistema a specchio che rende il controllo elastico e spesso opaco. Quando i dividendi scricchiolano, gli equilibri si rompono: Pirelli si sfila, cambiano i blocchi di comando, nasce un nuovo sindacato con Pesenti (Ras), Bonomi-Bolchini, Finbai e i Rothschild. Poi arriva il 1971: l’offerta Hambros, il nome di Sindona, l’ombra di Bankitalia e una partita che diventa subito guerra di potere.

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    31 mins
  • 93- Michele Sindona - Finanza, politica e misteri [Ep 3]
    Jan 4 2026

    Per capire perché Michele Sindona arrivi a puntare sull’OPA Bastogi, bisogna uscire dal bersaglio e guardare il campo di battaglia. Questo episodio entra nel punto in cui industria, finanza e politica smettono di essere mondi separati: la crisi Montedison, il gigante chimico nato dalla fusione Edison–Montecatini, e il ruolo dell’ENI nell’idea — sempre ambigua — di una “regia” della chimica nazionale. Aprile 1970: nel gruppo Pesenti esplode una frattura interna, tra Carlo Pesenti e Roberto Ardigò, sul confine sottile tra opportunità e divieti della legge bancaria. Intanto Cesare Merzagora accetta la presidenza Montedison come “servizio al Paese”, ma quella doppia poltrona (Montedison e Generali) lo rende insieme arbitro e bersaglio. Sullo sfondo emergono fondi neri, incroci azionari, sindacati di controllo leggerissimi e la mano di Cuccia. E quando i rastrellamenti su Bastogi ripartono, diventa chiaro: basta colpire l’anello giusto per spostare un intero sistema.

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    58 mins
  • 92- Michele Sindona Finanza, politica e misteri [Ep 2]
    Jan 1 2026

    All’inizio degli anni Settanta la Borsa italiana appare come un luogo chiuso, quasi immobile. Un mercato di dimensioni ridotte, governato da regole rigide e da equilibri informali, dove il potere non si misura in azioni scambiate ma in relazioni, patti di sindacato e controlli incrociati. Mentre in Europa e negli Stati Uniti il capitalismo finanziario evolve rapidamente, Milano resta ancorata a un modello difensivo, costruito per impedire più che per favorire il cambiamento.È in questo contesto che irrompe Michele Sindona. Nel 1971 lancia la prima Offerta Pubblica di Acquisto della storia italiana, scegliendo come bersaglio Bastogi. Un’operazione che va ben oltre la finanza: è una sfida diretta al sistema di potere che ruota attorno a Mediobanca, Montedison e alle grandi famiglie industriali del Paese.Bastogi non è una società qualunque. Nata nell’Ottocento come impresa ferroviaria, è diventata nel tempo una “cassaforte” del capitalismo italiano: ricca di liquidità dopo gli indennizzi per la nazionalizzazione dell’energia elettrica, ma priva di una vera strategia industriale. Proprio questa fragilità la rende vulnerabile.L’OPA promette apertura, trasparenza, contendibilità. Ma il sistema reagisce, si chiude, resiste. E mentre nei salotti finanziari si combatte una partita silenziosa, a pagare il prezzo più alto sono ancora una volta i piccoli azionisti, esclusi da decisioni che segnano il destino del mercato italiano.

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    40 mins
  • 91- Michele Sindona - Finanza, politica e misteri [Ep 1]
    Dec 30 2025

    Nel primo episodio della nuova serie su Michele Sindona partiamo dall’inizio: non dal crack, ma dalla sua architettura. In una Milano del dopoguerra che mescola ricostruzione, speculazione edilizia e nuovi equilibri, un giovane avvocato di Patti entra nei giri giusti e trasforma la competenza fiscale in una leva di potere. L’obiettivo è concreto: costruire una rete di banche e società per muovere capitali con rapidità, aggirare vincoli e preparare operazioni sempre più grandi. Seguiremo i passaggi chiave: la nascita della Fasco AG, l’ingresso nella Banca Privata Finanziaria e nella Banca Unione, i contatti con industria e finanza internazionale, l’ombra di capitali esteri e vaticani. E sullo sfondo, l’Italia di Beneduce e dell’IRI: la “fratellanza siamese” tra banche e imprese che doveva stabilizzare il sistema, ma che finirà per diventare una gabbia. Qui nasce il “sistema Sindona”.

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    37 mins
  • 90- I furbetti del quartierino - L’estate delle scalate e della finanza d’assalto
    Dec 17 2025

    Nell’Italia del 2005, un bicchiere di sciacchetrà versato a Palazzo Chigi accende una stagione di finanza d’assalto. Da quell’episodio simbolico nasce una trama unica che intreccia tre scalate solo in apparenza separate: Antonveneta, BNL e RCS–Corriere della Sera. Rientrano i capitali dello scudo fiscale: liquidità opaca, senza volto, pronta a diventare leva di controllo. Credito facile, rastrellamenti silenziosi, patti riservati, “concerti” di prestanome: la trasparenza resta scenografia. I protagonisti—Gianpiero Fiorani, Emilio Gnutti, Stefano Ricucci, Giovanni Consorte—si muovono tra salotti, Borsa e politica. L’arbitro, Bankitalia di Antonio Fazio, appare troppo vicino al gioco. Non sono solo OPA e bilanci: è la cronaca a svelare reti, linguaggi e silenzi istituzionali. Il conto arriva a risparmiatori, reputazione del mercato e fiducia nelle istituzioni. Alla fine resta una domanda: chi controlla il controllore? E quanto costa a un Paese quando la fiducia si incrina? Aumentano premio di rischio, cinismo, e si allarga il divario.

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    54 mins
  • 89- Quanto investiamo nel futuro? La spesa per l’istruzione [Ep.11]
    Dec 15 2025

    Quanto investono i Paesi nell’istruzione? In questo episodio leggiamo un grafico che misura la spesa pubblica per l’educazione in % del PIL (1990–2023): un indicatore che racconta capitale umano, crescita, disuguaglianza e mobilità sociale. Scoprirai perché non sono sempre le economie più ricche a spendere di più, e come scelte diverse producano risultati diversi: sistemi più inclusivi, oppure scuole a due velocità. Parliamo di trend globali, differenze tra Paesi e di un punto chiave: investire in educazione non è un costo, è una scommessa sul futuro produttivo e civile di una società.

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    13 mins
  • 88- Spesa sanitaria: il prezzo della salute [Ep.10]
    Dec 15 2025

    Episodio 10. La forza di un sistema sanitario non si misura solo in miliardi spesi o in nuove tecnologie, ma in qualcosa di molto più concreto: quante persone sono lì per curarci.In questo episodio seguiamo un indicatore semplice e potentissimo: il numero di medici per mille abitanti, dal 1960 a oggi. Scopriamo una Svezia che sfiora i quattro medici per mille, un’Italia che ne ha moltissimi sulla carta ma troppo pochi negli ospedali, e un’Africa che spesso non arriva a uno. Tra questi estremi scorrono storie di carenze di personale, burnout, tagli, ma anche di programmi pubblici che portano dottori nelle periferie e di una “fuga dei cervelli” che dal Sud del mondo continua a spingere verso il Nord.Un viaggio nei dati che mostra come, dietro ogni curva, ci siano scelte politiche, investimenti in capitale umano e una domanda cruciale: chi si prenderà cura di noi nei prossimi decenni.

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    25 mins
  • 87- FIAT: dall’Italia a Stellantis – eredità di un gigante industriale [Ep.13]
    Dec 7 2025

    Episodio 13 – Il crollo Fiat: globalizzazione, crisi e attesa di un salvatore (2000–2003).All’inizio del nuovo millennio, la Fiat affronta la peggiore crisi della sua storia. L’arrivo di Paolo Fresco, primo leader esterno alla tradizione torinese, non basta a invertire il declino: gamma debole, perdita di quote di mercato, debiti crescenti. L’alleanza con General Motors porta liquidità ma non rilancio. Dopo l’11 settembre 2001, le vendite crollano e il gruppo avvia dismissioni e tagli. Nel 2003, Fresco e Cantarella lasciano; Umberto Agnelli assume la guida in modalità emergenziale. Con banche preoccupate e governance fragile, si attende un salvatore. Un nome emerge: Sergio Marchionne. La rinascita, però, sarà tutta da scrivere.

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    6 mins