Episodes

  • La Tangenziale e Fantozzi
    Mar 19 2026
    Ripercorriamo la storia di una delle strade più trafficate di Roma, che taglia in due la città da nord a sud, croce degli automobilisti romani: la Tangenziale. Dal progetto nato agli inizi del ‘900, fino al tratto che dovrebbe diventare la Highline de casa nostra.

    Nel 1975 sulla Circonvallazione Tiburtina, il ragionier Fantozzi si lancia dal balconcino di casa per tentare di prendere l'autobus al volo … dandoci lo spunto per parlare di un personaggio che ha divertito generazioni di spettatori, ideato dal genio di Paolo Villaggio che ha saputo costruire un universo di personaggi ed ambientazioni che ci hanno accompagnato al cinema per oltre un ventennio.

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    14 mins
  • Il Pincio e “Policarpo, ufficiale di scrittura”
    Mar 12 2026
    Andiamo su un antico colle che si affaccia su piazza del Popolo, dove svetta un obelisco fatto costruire dall’imperatore Adriano e dove sono allineati 228 busti di personalità che hanno dato lustro all’Italia; solo tre donne su un Pincio maschilista.

    Alla Casina Valadier è stata girata la scena finale di un film del 1959, che vinse a Cannes come miglior commedia, interpretato da Peppino de Filippo e Renato Rascel: “Policarpo, ufficiale di scrittura”, diretto da Mario Soldati.

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    15 mins
  • L’EUR e “Boccaccio ‘70”
    Mar 4 2026
    Andiamo all’EUR, la città nella città, un luogo affascinante immerso nelle atmosfere metafisiche di De Chirico in un viaggio che ci porta alla scoperta dei suoi luoghi più rappresentativi, dal Colosseo quadrato al Palazzo dei Congressi, dalla grande cupola della chiesa dei Santi Pietro e Paolo, all’obelisco di Marconi, fino ai ricordi del vecchio Luna Park.

    Sul luogo dove è sorta la Nuvola di Fuksas, Fellini ha girato l’ultima scena del suo episodio di Boccaccio ’70: “Le tentazioni del dott. Antonio”. Il film, diretto negli altri episodi da Mario Monicelli (RENZO E LUCIANA), Luchino Visconti (IL LAVORO) e Vittorio De Sica (LA RIFFA), analizza la percezione del sesso in vari contesti sociali in un periodo di prosperità economica e di cambiamenti culturali.

    Tornando alle Tentazioni del Dott. Antonio, il povero Peppino De Filippo è talmente ossessionato e turbato dall’immagine di Anita Ekberg presente su un grande cartellone pubblicitario, da uscire fuori di senno. L’episodio è un vero e proprio compendio della cinematografia felliniana, con un caos di personaggi e situazioni grottesche che ancor oggi divertono ed incuriosiscono. È certamente l’episodio più metafisico e dunque quale luogo migliore per rappresentarlo se non l’EUR?

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    13 mins
  • Campo de’ Fiori, la piazza e il film
    Feb 26 2026
    Andiamo in una delle piazze più popolari di Roma, alla scoperta della più celebre locanda della zona: la Locanda della Vacca, che fu gestita da Vannozza Cattanei, l’amante di Papa Alessandro VI Borgia quando questi era ancora cardinale e madre di Lucrezia, una delle donne più influenti e controverse del Rinascimento, di Cesare, l'ispiratore de Il principe di Machiavelli, di Giovanni, Capitano della Chiesa, e di Goffredo, Principe di Squillace, tutti partoriti in quel palazzetto, sul quale si vede ancora lo stemma gentilizio di Vannozza.

    Ma la piazza, oltre che sede di un antico mercato, era anche luogo di esecuzioni capitali; qui, il 17 febbraio 1600, venne arso vivo Giordano Bruno. Ne raccontiamo la storia, dall’arresto a Venezia fino alla morte in piazza.

    Il vociare delle bancarelle del mercato rimanda direttamente al film del 1943 diretto da Mario Bonnard con Anna Magnani e Aldo Fabrizi. La storia di CAMPO DE FIORI ci parla del tentativo di Peppino (Aldo Fabrizi), venditore di pesce, di elevarsi dalla sua condizione popolana, frequentando una signora borghese che lo illude di amarlo, dapprima affidandogli la cura del piccolo pargolo. La vicenda gli insegnerà che non si possono rinnegare le proprie origini e gli aprirà gli occhi su quelli che sono i suoi reali sentimenti per Elide (Anna Magnani), la disinvolta e caustica fruttivendola, anch’essa da sempre innamorata di lui.

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    15 mins
  • Via del Banco di Santo Spirito e “Il medico della mutua”
    Feb 19 2026
    Andiamo in una strada corta e stretta che regala uno degli scorci più affascinanti di Roma. Davanti a noi, guardando verso il Tevere, emerge la mole di Castel Sant’Angelo con il suo ponte che per secoli ha rappresentato l’unica via di collegamento tra il centro città e il Vaticano.

    Partiamo dalla sede della vecchia zecca, l’edificio che poi diventerà il Banco di Santo Spirito. Lungo la strada c’è l’Arco dei Banchi, con la più antica lapide di una inondazione del Tevere, e poi la chiesa dei Santi Celso e Giuliano, dove fu battezzato il futuro Papa Pio XII.

    E proprio alla fine, di fronte ad un portico realizzato con colonne di spoglio e un bell’architrave, è stata girata una scena di uno dei film più famosi e amati di Alberto Sordi: “Il medico della mutua”.

    Nel film del 1968 diretto da Luigi Zampa, tratto da un libro di Giuseppe D’Agata, oltre a Sordi, recitano Bice Valori, Nanda Primavera, Claudio Gora e l’immancabile, almeno in quel periodo, Leopoldo Trieste.

    Piero Piccioni firma una colonna sonora inconfondibile con la famosa Samba Fortuna che introduce le azioni del Dott. Tersilli.

    Siamo al cospetto del miglior Sordi e se all’epoca “Il medico della mutua” ci faceva ridere, oggi ci spinge a riflettere su quel diritto alla salute che dovrebbe essere sempre garantito dallo Stato, ma che ormai viene sempre più di frequente tradito.

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    15 mins
  • Piazza della Consolazione e “C’eravamo tanto amati”
    Feb 12 2026
    Sul tracciato di un’antica strada romana e sotto la Rupe Tarpea, si apre piazza della Consolazione così chiamata da un’immagine miracolosa della Madonna e di un ospedale dove svolse il suo servizio, fino alla morte, San Luigi Gonzaga.

    Sulla piazza c’era una trattoria popolare che i romani conoscevano come “Dal re della mezza porzione”. Quella trattoria, che oggi non c’è più, è uno dei luoghi centrali di un capolavoro del cinema italiano: “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola con Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Stefania Sandrelli, Giovanna Ralli, Stefano Satta Flores.

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    13 mins
  • L’Isola Tiberina e “Febbre da cavallo”
    Feb 5 2026
    Andiamo nel cuore di Roma, su una piccola isola collegata da due antichi ponti, che contiene un ospedale, due chiese, una torre, un cimitero e un’immagine miracolosa della Madonna la cui lampada continuò ad ardere anche sotto ad una piena del Tevere.

    Al centro dell’isola c’è un’antica farmacia protagonista di una delle scene iniziali del film di Steno “Febbre da cavallo”, un vero e proprio film cult con Gigi Proietti, Enrico Montesano, Catherine Spaak, Mario Carotenuto e Adolfo Celi. Alzi la mano chi non ricorda almeno una delle innumerevoli battute del film.

    Un racconto, come al solito, pieno di curiosità.

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    17 mins
  • Santa Croce in Gerusalemme e “Il federale”
    Jan 29 2026
    Nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme, così chiamata perché eretta da Elena, la madre dell’imperatore Costantino, sulla terra trasportata da lei stessa a Roma dal luogo del calvario di Cristo, sono custodite le sacre reliquie della Santa Croce: il Titulus Crucis, ovvero l'iscrizione che, secondo i Vangeli, era posta sulla croce; un chiodo, anch'esso rinvenuto da Sant'Elena; due spine della Corona, il dito di San Tommaso che toccò il costato di Cristo e una parte della croce del Buon Ladrone.

    Nella cappella sotterranea è presente anche la tomba della piccola Antonietta Meo, una bambina romana morta nel 1937 quando aveva poco più di sei anni. È conosciuta come Nennolina e il modo in cui ha affrontato il dolore e la morte ha spinto la Chiesa a dichiararla Venerabile. Potrebbe diventare la più giovane santa non martire della storia della Chiesa.

    Di fianco alla basilica, sulla sinistra, c’è il Museo della Fanteria, qui fu girato il film di Luciano Salce “Il federale” con Ugo Tognazzi e una giovane Stefania Sandrelli.

    Tognazzi è il sempliciotto miliziano fascista Primo Arcovazzi, tutto ardimento e slogan di regime; riceve l’ordine di catturare il professor Erminio Bonafè, antifascista alla macchia, interpretato da Georges Wilson, mentre gli alleati sono ormai alle porte di Roma. Dopo l’arresto, il loro viaggio verso la città è un confronto tra due ideologie ma soprattutto uno spaccato del disorientamento italiano in quel delicato periodo storico. Sulla strada, visto il rapido mutare degli eventi in quel maggio del 1944, anche il rapporto tra i due diventerà più solido e i ruoli si scambieranno fino al drammatico finale, dove sarà proprio Bonafè a salvare da morte certa l’ormai stanco e disilluso Arcovazzi, accerchiato dai partigiani.

    Tra le tante curiosità che il film propone, una delle più interessanti è legata alla sua colonna sonora: è stata la prima partitura scritta da Ennio Morricone per il cinema.

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