Episodes

  • Cenerentola, di libri e polvere di stelle
    Jan 25 2026
    Una Cenerentola che non perde la scarpetta, ma sceglie chi deve cercarla e riconoscerla, non importa che sia principe o meno. Che non aspetta la mezzanotte, ma legge libri tra la cenere e prepara da sé il suo riscatto. Rossini trasforma la fiaba in un manifesto di autodeterminazione: via la magia, al suo posto l’intelligenza. Via la fata madrina, arriva un filosofo con un libro. Via la scarpetta di cristallo (troppo scandalosa per la censura!), ecco un bracciale.
    È un “dramma giocoso”, non un’opera buffa. Sotto la comicità rossiniana si nasconde una profondità commovente: una serva che canta da mezzosoprano si eleva sopra aristocratici soprani. La vendetta diventa perdono, la nobiltà non si eredita, ma si conquista.
    L’allestimento di Manu Lalli al Teatro Regio di Torino coniuga fiaba e poesia: scene girevoli, fate ballerine, lustrini e polvere di stelle. E un messaggio potente: la vera magia sono i libri, la chiave è la perseveranza, la “vendetta” più grande sono il perdono e la bontà.

    Cenerentola, qui, si salva da sola: è Rossini, what else?
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    9 mins
  • Tosca: amore e morte alla luce dell’alba
    Jan 18 2026
    Roma, giugno 1800. Meno di ventiquattro ore, tre luoghi iconici.
    Una cantante che sceglie di uccidere pur di non essere vinta. Un pittore che muore per un ideale, un amore più grande della vita. Un capo della polizia che, anche da morto, continua a tirare le fila della tragedia.
    Tosca non è solo passione, sangue e morte: è la storia di una donna che vive e muore secondo i propri termini, rifiutando la sottomissione fino all’ultimo respiro.
    Puccini costruisce un meccanismo perfetto: una partitura tagliente che corre verso la catastrofe, dove la musica ci dice sempre più di quanto accada in scena. Una Roma evocata attraverso campane, liturgie e stornelli. E una protagonista rivoluzionaria che, alla Prima del 14 gennaio del 1900, a Roma, ovviamente, fece scandalo: troppo sangue, troppa violenza, troppo vero. Ah, Giacomo! Così hai davvero alzato tantissimo i nostri standard. Tosca è un unicum, e io provo a raccontarvela così come l’ho sempre ascoltata: con il cuore.
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    11 mins
  • David Bowie: un attore che interpretava se stesso
    Jan 10 2026
    Eclettico, immenso, artista multiforme: David Bowie è stato un performer, attore, cantante e teatrante in grado di reinventare se stesso in mille modi, abbattendo confini, indossando la trasgressione ed ammantandosene come una sontuosa e sfavillante seconda pelle!
    Sapevate che Bowie ha scritto anche un'Opera Rock? Lazarus, il suo testamento insieme a Blackstar: l'ultimo saluto prima di tornare fra le stelle, da Uomo dello spazio, o meglio "Alieno che cadde sulla Terra", qual era stato...
    il 10 gennaio del 2016 se ne è andato Ziggy Stardust, Aladdin Sane, Major Tom, Blackstar, ma soprattutto ci ha lasciato un Artista in grado di attraversare l'Arte in ogni sua forma, mescolando generi e stili con maestria unica: glam-rock e pop, punk, psichedelia, qualche tocco di new wave e blues, ma anche sinfonica, prog-rock ed elettronica.
    Look up here, I'm in heaven
    I've got scars that can't be seen l've got drama, can't be stolen
    Everybody knows me now
    [Lazarus]
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    5 mins
  • Rappresentare l’Ineffabile: l’Oratorio di Natale di Johann Sebastian Bach (BWV 248)
    Dec 21 2025
    Lipsia, inverno 1734. Johann Sebastian Bach compone il suo Oratorio di Natale: sei Cantate che raccontano la nascita di Gesù attraverso la musica. Un’architettura sonora monumentale che alterna momenti gioiosi e intimistici, trombe squillanti e dolci sinfonie pastorali.
    La sfida più grande? Rappresentare l’ineffabile – ciò che non può essere rappresentato – usando solo la musica. Bach ci riesce, creando un vero miracolo di Natale: un percorso spirituale in cui l’uomo cerca se stesso nell’Infinito, inchinandosi di fronte a un Bambino portatore di Luce.
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    7 mins
  • Giacomo Puccini, o del ritorno al futuro
    Nov 29 2025
    Un compositore inquieto, eclettico, perennemente alla ricerca di un dramma “déchirant”, eterno insoddisfatto, nemesi dei librettisti che tormentava fino allo sfinimento; un uomo spesso vittima di se stesso e delle circostanze, sospeso fra euforia e abbattimento, che visse in prima persona la febbrile inquietudine dell’arte fin de siècle e terminò la propria esistenza in una clinica di Bruxelles il 29 novembre 1924. La sua eredità è fatta di armonie taglienti e sorprendenti, impasti timbrici audaci e inconfondibili, un’orchestra protagonista assoluta che trasforma la scena in un set cinematografico, personaggi femminili dall’identità formale e musicale inaudita, viva, modernissima. Lui è, ovviamente, il Giacomo Puccini del nostro cuore.
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    7 mins
  • 9 novembre 1989: la Musica abbatte il Muro
    Nov 9 2025
    Una canzone iconica che parla di cambiamento, un violoncellista esule dalla propria patria che su una sedia presa in prestito suona il proprio Stradivari di fronte alle macerie di un Muro che, per anni, ha segnato la Storia con le catene della segregazione, dell’oppressione, della paura. Il mondo è cambiato, il Wind of change ha attraversato l’Europa come un soffio di libertà. La Musica parla un linguaggio universale di libertà e fratellanza; la musica, dagli Scorpions a Bach, può abbattere i muri.
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    5 mins
  • Bohème, di sogni e di chimere
    Jul 12 2025
    Una soffitta gelida, un lume che si spegne. Due mani che si cercano nel buio. E una ragazza che, nel silenzio, si allontana portando via la giovinezza. Non solo la sua… la nostra.
    La Bohème non è (soltanto) un’opera sull’amore: è un addio lento e struggente alla spensieratezza, ai sogni che sembravano eterni, alla poesia vissuta come fosse vita vera.
    I suoi protagonisti non sono eroi: sono ragazzi. Parlano di fame, affitto da pagare, di arte e di passione, si innamorano con tutto il cuore e poi rimandano le decisioni difficili, come si fa quando si è giovani.
    Promettono di lasciarsi — ma alla primavera. Perché in fondo è triste restare soli, quando fuori nevica.
    Puccini racconta tutto questo con dettagli musicali che sono pennellate d’anima: le quinte vuote dell’arpa che disegnano fiocchi di neve, il valzer di Musetta che non è solo seduzione, il tema della giovinezza che compare, fugge, ritorna per un attimo… e poi svanisce.
    E quando quel lume si spegne, restano solo il silenzio, la memoria, e quella frase che abbiamo sentito — e forse detto — almeno una volta: “Sei il mio amore e tutta la mia vita.” E io qui piango, sempre.
    L’ultimo episodio della prima Stagione del mio podcast è qui: e parla anche un po’ di noi.
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    11 mins
  • Mozart può essere Gothic Metal?
    Jul 6 2025
    Che cos’hanno in comune un compositore morente, il Giudizio Universale e una rockstar con l’anima gotica? Una pagina. Solo otto battute scritte da Mozart. Otto battute in cui si ascolta un pianto. Ma non metaforico: reale. I violini salgono e poi ricadono in due note spezzate, come un respiro interrotto. Il coro entra e non lascia scampo. È l’umanità che implora misericordia.
    È il Lacrimosa.
    Due secoli dopo, Amy Lee degli Evanescence prende quella pagina e la trasforma in un brano gothic metal. C’è tutto: l’orchestra, il coro, la struttura originale. Ma anche una batteria che pulsa come un cuore, una voce che canta “Non posso cambiare quello che sono”, e un climax che unisce Mozart e l’estetica gothic metal degli anni Duemila.
    Ma non finisce qui.
    La band tedesca Lacrimosa costruisce un intero universo sonoro sull’estetica del Requiem. I Fleshgod Apocalypse lo riscrivono per orchestra e metal sinfonico. I Therion ne fanno le cover durante i loro concerti. E tutto comincia da quel pianto…Quel pianto che continua a risuonare — oggi, tra le corde di una chitarra elettrica.
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    8 mins