Mileto, 6 giugno da «Lettere dalla Calabria» di Astolphe de Custine cover art

Mileto, 6 giugno da «Lettere dalla Calabria» di Astolphe de Custine

Mileto, 6 giugno da «Lettere dalla Calabria» di Astolphe de Custine

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Sono circondato da rovine cadute su altre rovine.
L'antica Mileto è sepolta sotto le macerie di un nuovo villaggio dallo stesso nome.
Qui si apprende come si formano i deserti: templi e palazzi sono scomparsi senza lasciare dietro di loro una sola pietra per poter dire: e là che déi e re furono onorati.
Ventinove anni fa il famoso terremoto distrusse Mileto e oggi non si vede più traccia di abitazioni! Il nuovo villaggio è stato riedificato nella pianura, a mezza lega dal vecchio, dove non è rimasto che un pezzo di muro vicino a una tomba.
Questa tomba è quella di Ruggero, di avventurosa memoria, eroe normanno, figlio di Tancredi e primo re delle Due Sicilie.

Luoghi narranti narrati e citati: Mileto - Aspromonte - Etna - Stretto di Messina

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La Calabria del 1812 è una terra sospesa tra crudeltà e miseria, ira incanto e paura, dove gli uomini rifiutano le “illusorie consolazioni del progresso”, felici di riconoscere e di vivere solo la natura. Astolphe marchese de Custine traccia nelle sue lettere un affresco della regione, filtrato dalla sua formazione romantica, e dipinge il “vero”. E il vero, nella Calabria di quel tempo, erano le incredibili difficoltà del viaggio, la mancanza dei muli, l’assenza di strade carrozzabili.

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