Il poeta Franco Arminio: "Ascoltiamo alberi e gatti, abbracciamoci di più. Trump? Un drogato social" cover art

Il poeta Franco Arminio: "Ascoltiamo alberi e gatti, abbracciamoci di più. Trump? Un drogato social"

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Parlate con l'albero solitario d'inverno: è la metafora della condizione umana. Ogni giorno riservate del tempo a guardare negli occhi un cane, un gatto o una mucca: vi dirà cose di voi che non sapete. E non lesinate l'amore e gli abbracci: sono portatori di infinito. In un tempo di guerra mettete dei fiori sul tavolo e sorridete al vostro vicino sul treno. È la filosofia gentile che ci porta in studio Franco Arminio, poeta di Bisaccia, 3400 abitanti, provincia di Avellino, e "paesologo" che ha appena dato alle stampe il suo quarantesimo libro: La grazia della fragilità (Chiarelettere). Maestro elementare fino a 57 anni, Arminio scrive da quando ne ha 15, fortissimamente convinto che devi continuare a "scavare sempre nello stesso punto". Oggi è uno dei nostri letterati più celebri e invitati dalle università ma anche piccole amministrazioni e scuole. Da 15 anni organizza un festival che si chiama La luna e i calanchi, ogni estate ad Aliano, in Basilicata. Dove unisce le sue passioni: poesia e politica. Ultimamente ce l'ha molto con Trump, simbolo di tutto quanto gli è più alieno: violenza, intolleranza e vacuità. Peggio: "Le sue sparate quotidiane - di cui è tossico e dipendente - ci distraggono dalla realtà. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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