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Il gatto del destino

Il gatto del destino

By: Veljko Massimo Plavsic
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Due giornalisti di Seattle investigando vengono a conoscenza dei segreti che potrebbero costarli la vita e che sono estesi sulla scala globale ma ben nascosti dalle apparenze studiate a tavolino...seguite gli episodi in arrivo che sveleranno i segreti e riveleranno le ombre e le faranno uscire alla luce del sole con degli risvolti dramatici e con un finale inaspettato

Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-gatto-del-destino--6503283/support.Copyright Veljko Massimo Plavsic
Drama & Plays
Episodes
  • Capitolo VII:La rivincita... forse
    Dec 16 2025
    23 Novembre 2022, ore 9,45,WIlliam Kenzo Nakamura, 1051 6th Ave, Seattle, WA 98104 US Courthouse…

    Causa
    Lo stato contro Artemis Mc Dermott,accusa incendio doloso sulla nave che trasportava più di 4000 veicoli di lusso
    Davanti al palazzo del tribunale si era fermata una Lincoln nera ed in un attimo sembrava un biscotto pieno di formiche perché i giornalisti avevano assalito la macchina in cerca di una fotografia o una dichiarazione da parte di Artemis Mc Dermott o dal suo avvocato,ma l’illusione era svanita come il fumo del sigaro che teneva tra le dita questo personaggio con l’espressione meschina di una falsa gentilezza ed educazione per nascondere la sua vera natura.Scendendo regalò un sorriso facendo il riflesso dei suo denti illuminati da tanti flash delle macchine fotografiche come se facesse una pubblicità per lo sbianca denti o un dentifricio.

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    4 mins
  • Il Gatto del Destino Capitolo IV: L'amicizia
    Nov 16 2025
    Undici settembre 2011 , Seattle.Una giornata uggiosa,fredda,in mezzo alle persone con gli ombrelli sopra la testa che si incrociavano e visti dall’alto sembravano un fiume in piena che scorreva lungo le strade di Seattle,Jean Vincent Pinault des Caudet con un passo deciso raggiungeva il palazzo della T&T.Era il suo primo giorno di lavoro dopo il trasferimento dal Canada e le sue aspettative erano alte benché confuse perché non conosceva affatto la città e a dire vero non conosceva molto bene nemmeno gli Stati Uniti.La scala che portava verso una vetrata oscurata e la porta automatica in cristallo con una lettera T da un lato ed altra T da altro lato indicavano le parole Trust e True, ovvero, la fiducia e la verità,le due caratteristiche fondamentali del giornale per il quale Jean Vincent doveva iniziare a lavorare,lo portava verso il futuro inaspettato e verso le avventure inimmaginabili prima. Entrando si dirette verso la reception dove il personale essendo informato del suo arrivo gli porse un benvenuto con tanta gentilezza che lo colse di sorpresa.D’altronde era soltanto uno dei tanti giornalisti promettenti e di certo non avrebbe mai pensato ad un’accoglienza simile.Prese l’ascensore centrale con la porta d’entrata di acciaio satinato che lasciava un’impressione di lusso e serietà,ma era soltanto l’impressione e lo scoprirà più avanti.Raggiunto tredicesimo piano percorse un corridoio pieno di persone,i suoi futuri colleghi che incuriositi lo osservavano e sorridevano.Il suo impermeabile inzuppato di pioggia,un basco color mattone,i baffetti alla Clark Gable suscitavano nelle persone la curiosità e molte domande.Chi era questo ragazzone di quasi due metri di altezza e tutt’altro che residente di Seattle? Infastidito da tanto interesse si lasciò uscire tra i denti stretti la frase in francese “Quesse ce?Il se fait secher les dents?” e giusto in quel attimo raggiunse il suo futuro ufficio dove Matthew Steiner seduto con il capo chino al suo arrivo sentendo la frase alzò la testa e sorridendo e guardandolo negli occhi gli chiese:Quebec? Jean Vincent sorpreso rispose: Oui…Si…Piacere mi chiamo Jean Vincent…scusa la curiosità ma avevi capito quello che dicevo? Piacere Vincent…sono Matthew…Matthew Steiner…il tuo nuovo collega…e si…si avevo capito…molto spesso ho viaggiato in Canada e Quebec e hai ragione chiederti se gli americani ridono perché devono asciugarsi i denti oppure lo fanno dal cuore e con tanta simpatia,non proprio tipica per noi.Ho avuto fortuna di poter viaggiare molto e imparare e praticare le lingue nuove. Mia madre era un’insegnante di lingua francese e mio padre un diplomatico.Mio nonno era di origini italo tedesche ed era un noto imprenditore nel settore di legno. La mia curiosità mi ha portato a fare il giornalista e diffondere la verità e scrivere delle verità nascoste nel mondo dell’industria.Sono diventato il caporedattore anche se devo essere sincero la fuori sì fa il giornalismo vero. E tu cosa mi racconti di te? Fu un incontro che lascerà il segno nella vita dei due e segnerà un’amicizia profonda come se si fossero ritrovati due fratelli dopo tantissimo tempo. Chiamami pure Vincent,non con la pronuncia francese ma con la pronuncia americana.Provengo da Quebec come avevi già capito e mia famiglia è famosa per la produzione di vini pregiati e per miglior Yellow Tail inimitable e introvabile…e indovina…a me il vino non mi è mai piaciuto,ma ad una buona birra non rinuncio…se in buona compagnia ancora meglio.La ricchezza della mia famiglia aveva iniziato a darmi fastidio e dopo gli studi di giurisprudenza ho deciso di trasferirmi negli Stati Uniti e cambiare tutta la mia vita. Il mio cognome è Pinault des Cadett,ma per te sono Vincent…Vincent Pearce… Matthew facendo l’occhiolino,gli mise la mano sulla spalla e con tono amichevole e gentile gli disse D’accordo Vincent Pearce…vieni che conosco un posto qui vicino dove prenderci una buonissima birra e fare due chiacchiere in tranquillità Questo fu soltanto l’inizio…per sapere come prosegue la storia seguite Il Gatto del Destino

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    3 mins
  • Capitolo VI: L'indizio
    Nov 14 2025
    Il panorama di Seattle visto dal tredicesimo piano dell’agenzia era a dir poco meraviglioso con la struttura dello Space Needle inevitabilmente osservabile da quasi ogni punto della città e che come la Torre Eiffel o la Statua della Libertà rappresentava la città.Vincent molto impensierito e allo stesso tempo meravigliato, ammirava la vista sulla città e sul lago Union e giorno dopo giorno la sentiva sempre più la casa sua non pentendosi delle scelte fatte . D’altronde,il Canada era molto vicino nel caso volesse andare a trovare la famiglia e gli amici di Quebec…

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    3 mins
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