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By: Luigi D'Alise
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Rassegna stampa su attualità e cultureLuigi D'Alise Politics & Government
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  • Crans-Montana e il rogo della verità
    Jan 7 2026

    All'indomani dell'incendio divampato a Capodanno nella località svizzera di Crans-Montana, diverse fake news sono circolate online, mentre utenti e siti web hanno diffuso immagini create con l'intelligenza artificiale.

    Un ulteriore sfregio alla tragedia costata la vita a 40 ragazzi, di cui 6 italiani, e che ha causato 116 feriti.

    The Cube, il team di fact-checking di Euronews, ha identificato diversi video e immagini che circolavano online il giorno dopo la strage.

    Numerosi gli account che affermavano che l’incendio fosse stato causato da un'esplosione mescolando immagini reali con altre false o fuorvianti.

    Un utente sosteneva che un'esplosione aveva distrutto il locale, condividendo una fotografia dell'esterno dell'edificio insieme a un'immagine dei fuochi d'artificio della notte di Capodanno sul porto di Sydney, in Australia.

    Ancora, un'immagine molto diffusa su X e Instagram mostrava i soccorritori all'indomani dell'incendio. Tuttavia, questa foto non è della tragedia in Svizzera, ma mostra soccorritori sulla scena di un’esplosione di gas in Polonia nel 2019.

    La questione ripropone i principali rischi per l'informazione e la sicurezza legati alla diffusione di notizie false.

    Video manipolati o teorie del complotto sulla dinamica possono influenzare le testimonianze dei sopravvissuti, rendendo più difficile il lavoro degli inquirenti per accertare la verità.

    Ma c’è anche un altro fattore: l’inquinamento del panorama mediatico.

    Per i lettori diventa quasi impossibile distinguere tra i video reali girati nel locale e quelli creati ad arte per generare click.

    Le fake news non sono semplici bugie, ma armi di distrazione e manipolazione che colpiscono il cuore della nostra convivenza civile: la fiducia.

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    2 mins
  • No stresso
    Feb 19 2025

    Caffè, spaghetti, opera ma anche mafia e fancazzismo.

    Lo stereotipo tricolore è servito.

    “Espresso Macchiato” è il titolo di una canzone del rapper estone Tommy Cash, che ha partecipato alla selezione nazionale per l’Eurovision Song Contest 2025, divenendo virale.

    Non un attacco all’Italia, come denunciato da più fronti.

    Piuttosto una ennesima amnesia del mondo, fuori i confini dello Stivale.

    Che poi diciamocelo, in casa nostra di cose che non vanno ce ne sono - nemmeno poche - e sarebbero un bersaglio perfetto per un osservatore straniero.

    Di contro, la nostra storia, il patrimonio culturale, i traguardi raggiunti in ogni campo del sapere, l’eccellenza del made in Italy nei più svariati settori della creatività svaniscono, di fronte alla solita tentazione di ingabbiare l’italiano nel perimetro cibo, malavita e dolce far niente.

    Tommy, il tuo tormentone sarà pure divertente, ma se tu vuò fà l’italiano, mi amore, almeno comincia a bere l’espresso senza latte.

    E accorcia la cravatta.

    Por favore

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    1 min
  • Tornare tra i banchi
    Feb 6 2025

    L’educazione è il fondamento stesso di una società giusta e lungimirante.

    L'esperienza della pandemia, ha dimostrato quanto l'istituzione scolastica sia vitale, non solo per l'apprendimento, ma per la coesione sociale e la crescita dei giovani.

    Eppure l'Italia, scrive Francesco Profumo su La Stampa, destina all'istruzione solo il 4,1 per cento del proprio Prodotto Interno Lordo, una percentuale inferiore alla media europea del 4,7%. Paesi come la Svezia e il Belgio investono oltre il 6% del loro Pil in educazione, dimostrando un impegno più deciso verso le future generazioni.

    Se anche solo una frazione delle risorse impiegate nella sicurezza militare fosse dedicata alla scuola, si potrebbero realizzare investimenti strutturali in grado di cambiare il destino di intere generazioni.

    E' un loro diritto.

    E' (anche) un nostro dovere


    (Immagine del dipinto di Felice Casorati "Gli scolari" 1927-1928)

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